about
 

Tales-on è una piattaforma culturale non-profit voluta e sostenuta dal marchio Bristot per fini filantropici e di restituzione sociale, rivolgendosi ai territori produttori di caffè in una chiave di sostegno e promozione delle loro risorse intellettuali.
L’ispirazione è quella dei Cafè parigini di fine ottocento, vere e proprie fucine di pensiero e creatività, ma lo sviluppo è innestato in un contesto contemporaneo, con primarie collaborazioni su più livelli d’intervento nelle aree obiettivo del progetto.
Attraverso una pluralità di azioni che vanno dai workshop, alle esibizioni, sino ad arrivare alle pubblicazioni di libri e cataloghi, vengono promossi autori ed artisti locali, dando loro l’opportunità di rivolgersi ad un pubblico internazionale e supportandoli in ogni fase del loro processo creativo. I temi trattati, sintetizzati da un singolo vocabolo, vengono stabiliti di volta in volta dal curatore Marco Milan sulla base delle peculiarità dei specifici territori e vanno a creare nel tempo un archivio di parole, produzioni artistiche e collaborazioni tutte a disposizione gratuita del pubblico.
Dopo la Colombia con il tema dell’Errore, in questa seconda esibizione il territorio prescelto è l’Etiopia e lo strumento utilizzato è la fotografia.
Con la partnership dell’Addis Foto Fest, che apre in contemporanea con la mostra di Venezia, abbiamo invitato cinque giovani fotografe etiopi a riflettere attorno al tema della Distanza, chiedendo a ciascuna un progetto strutturato di trenta immagini, specificamente pensato per una riproduzione in sequenza su supporto video. Ne è scaturita una varietà di interpretazioni, intime e pubbliche, in cui forte è la radice culturale locale, ma nelle quali emerge anche quanto sia sottile e preconcetto l’immaginario di diversità tra il nostri modi d’essere. L’angolo visuale proposto da queste giovani donne attive in una società africana in forte sviluppo, si palesa in sogni, aspirazioni e rivendicazioni che sottolineano, ancora una volta, come il dialogo e la conoscenza siano alla base di uno sviluppo consapevole tra tradizioni e generazioni apparentemente molto distanti e conflittuali tra loro.

 

Tales-on is a non-profit cultural platform backed by Bristot with the philanthropic aim of giving something back to the community. It strives to support and promote the intellectual resources of coffee-producing areas.
The scheme is inspired by late 19 th century Parisian cafés, which were hives of thinking and creativity.
However, it takes a contemporary approach and involves major partnerships on a number of levels in its target areas.
Local authors and artists are promoted with a range of initiatives, including workshops, exhibitions and the publication of books and catalogues, thus giving them the opportunity to reach an international audience.
They receive support in every phase of their creative processes. The curator Marco Milan selects topics that reflect the distinctive features of the areas involved and a single word is used to sum up each one. The public will have free access to the archive of words, artistic output and partnerships that will steadily build up over time.
Following on from an examination of the concept of “Error” in Colombia, the chosen area for this second exhibition is Ethiopia and it will revolve around photography.
Working in partnership with Addis Foto Fest, which is due to open at the same time as the exhibition in Venice, we asked five young female Ethiopian photographers to contemplate the topic of “Distance” and then each produce a structured project with 30 pictures that have been specifically selected to be shown in order in a video presentation. There were both intimate and public depictions in the variety of outlooks put forth by the young talents. While they have strong local cultural roots, the projects also reveal that the idea that our ways of life differ enormously is largely built on insubstantial, preconceived foundations. The photographers are young women who play an active part in a rapidly developing African society. Their viewpoints give concrete form to dreams, aspirations and demands that once again underline that dialogue and awareness are the cornerstones of mindful development which brings together seemingly distant and conflicting traditions and generations.