about

NETSANET FEKADU

about

Dal mio punto di vista, la distanza è una semplice misura dell’isolamento di una persona depressa da quello che è considerato essenzialmente un comportamento normale. Questo scollamento è caratterizzato principalmente da schemi aberranti e spesso invalidanti di pensieri autolesionistici, grave malinconia e uno stato d’impotenza che quasi immobilizza l’anima. Questa distanza è rappresentata anche da ondate di emozioni contrastanti, come nel caso dei disturbi bipolari. Sono ondate che sconvolgono la mente tra un’angosciosa tristezza e un’euforia quasi irreale. La distanza tra queste ondate è uno stato d’ansia e attesa che divora l’anima. Perché ogni episodio di depressione riesce a insinuarsi sempre più a fondo e spinge gli istinti ad amplificare il mondo intorno alla persona. Queste serie di immagini nascono in parte dal mio grande interesse per i disturbi neuropsichiatrici, in particolare per i disturbi depressivi maggiori, in quanto ricercatrice in campo farmaceutico, e in parte da contatti personali con questa patologia.

about


Distance from my point of view is a mere measure of isolation of a depressed person from what is essentially considered as a normal behavior. This disconnection is mainly characterized by aberrant and often disabling patterns of self harming thoughts, severe melancholy and a state of helplessness that almost chain the soul. This distance is also represented by waves of contrasting emotions as evident in bipolar disorders. These are waves that toss the mind between torturous sadness and an almost unreal elation. The distance between these waves is anticipation and state of anxiety that engulfs the soul. Because every episode of depression has its way of getting deeper and darker it forces the instincts to magnify the world around the person. These series of images are partly inspired by my sheer interest in neuropsychiatric disorders, particularly major depressive disorder as a drug researcher and partly by personal encounters with the condition.